Libri, Recensione

“Il canto del nemico” di Tony Hillerman edito da HarperCollins

Buonasera gente!

Altro giorno e altra recensioni. Sto imparando a organizzarmi e a non lasciare indietro le cose, più o meno.

Titolo: “Il canto del nemico”

Autore: Tony Hillerman

Genere: thriller

La Trama:

Ogni omicidio è di per sé un abominio, ma c’è qualcosa di terribilmente inquietante nella vittima scoperta in un luogo isolato della riserva navajo: il cadavere ha la bocca piena di sabbia e sulla scena del crimine non ci sono né tracce né indizi utili. Al punto che Joe Leaphorn, tenente della polizia navajo, si ritrova contro ogni buon senso a sospettare che ci sia lo zampino di una qualche creatura soprannaturale. La presenza del Male è palpabile, e le indagini su un misterioso stregone-lupo lo condurranno dove persino i più coraggiosi hanno paura, su una pista agghiacciante che dal misticismo conduce al delitto. Il canto del nemico è il primo episodio della serie dedicata a Joe Leaphorn, alle prese con un delitto efferato e inspiegabile in un thriller carico di atmosfera sullo sfondo degli Stati Uniti occidentali. 

Profondo conoscitore del grande Ovest e delle riserve dei nativi americani, Hillerman ha costruito nel corso dei suoi romanzi un universo narrativo in cui le indagini poliziesche condotte dal pragmatico tenente della polizia navajo Joe Leaphorn – che guarda con scetticismo molti dei vecchi usi tribali – e dal giovane e appassionato sergente Jim Chee – che invece crede nelle antiche divinità e aspira a diventare sciamano – si intrecciano a un elemento più squisitamente thriller. Ed è proprio grazie a questa fusione tra modernità e spiritualismo che Hillerman è considerato un maestro internazionale del mystery ed è diventato nel tempo un autore di culto.

Voto: 3,75/5

Ringrazio HarperCollins per la copia in cambio di una mia onesta opinione.

Un omicidio che coinvolge l’intera comunità indiana. Segreti e tradizioni che si intrecciano alla verità. Un tenente della polizia Navajo che indaga e un suo amico, Bergen McKee, docente ed esperto di stregoneria, che si troverà nel bel mezzo del mistero. Chi è l’assassino? Chi è il Lupo?

“Il canto del nemico” di Tony Hillerman, primo della serie dedicata a Joe Leaphorn, ha sia pro che contro.

La storia di per sé è accattivante e crea il mistero giusto da spingerti a continuare la lettura senza fermarti, però non l’ho trovata così scorrevole come pensavo poichè mi bloccavo quando c’erano i nomi dei nativi americani. Alcuni hanno nomi che più che persone sembrano cose e solo proseguendo capivo a chi si riferivano. Una cosa che manca è un piccolissimo capitolo in fondo per le spiegazioni riguardanti le tradizioni o le caratteristiche degli indiani. Essendo un libro nato in America, i lettori oltreoceano comprendono molto bene le cose, ma noi non abbiamo una conoscenza approfondita perciò alcune cose vengono difficili da comprendere.

Quello che mi è piaciuto tanto di questo libro è che si è catapultati direttamente nella storia. Non hai capitoli che ti introducono alla storia o che ti spiegano, ma entri subito nelle vicende senza mezzi termini. Questi sono i libri che mi piacciono. Infatti, nonostante i rallentamenti nella lettura dovuti ai termini nativi americani, ho apprezzato la storia e le vicende. 

Il mistero, i segreti, le peripezie sono tutti azzeccati e costruiti benissimo. Anche se a volte ti sembra di saltare da A a Z e di perdere pezzi, non è così. Leggendo, riesci a mettere insieme i pezzi e a costruire la storia. 

Il finale lo avrei ampliato leggermente di più per dare fluidità e completezza e creare un miglior collegamento con il libro successivo. 

Questo libro non è perfetto e, se ci pensiamo, non tutti i libri lo sono. Lo stile dell’autore lo definirei asciutto e diretto. Le descrizioni sono essenziali per comprendere l’avvenimento, ma non coccola il lettore. 

Un primo libro che sembra più un seguito poichè ti catapulta e dà per scontato molte cose, però è un libro nato per lettori americani che sanno molto degli indiani e a noi manca parte di quella conoscenza.

Non lo boccio e neanche lo promuovo a pieni voti. Mi piacerebbe leggere il secondo libro per poter capire meglio la storia, lo stile dell’autore e capire se ero io a comprendere meno.

Lo consiglio a chi ha la pazienza di dover magari trovarsi a cercare qualche definizione per comprendere meglio. A chi piacciono gli indiani e gli omicidi. Va letto anche da chi piace essere lanciato subito in mezzo alla storia senza troppi tappeti rossi. Oppure lo consiglio a chi legge di tutto oppure vuole provare se stesso. 

L’ultima cosa che consiglio è la pazienza e aprire la mente. Penso sia quello che serve essenzialmente a questo libro. 

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