Libri, Recensione

“Exilium Katabasis” di Andrea Piera Laguzzi e Hilaru Sechi

Buona sera!

Quest’oggi vi porto la recensione onesta del mio primo nipote letterario. Ho l’ansia!

Titolo: “Exilium Katabasis”

Autrici: Andrea Piera Laguzzi e Hilary Sechi

Genere: Fantasy

La Trama:

Questa storia inizia con la Caduta dal Paradiso, con l’arrivo degli ignavi sulla Terra. L’Esilio ha dato il via a una vera e propria “caccia”, quella degli Arcangeli, che ha portato al loro sterminio. Solo due di loro sono sopravvissuti arrivando fino ai giorni nostri. Due gemelli che da millenni portano avanti il lavoro affidatogli dal Padre come punizione per la loro ribellione in Cielo. Scopriranno che esiste un modo per tornare a casa, per incontrare di nuovo Dio, per fargli tutte le domande che si sono accumulate nel corso del tempo trascorso qui, tra noi. Ma il rituale fa gola anche ai demoni comandati da Lucifero, la guerra non si è mai fermata, era solo ferma nell’ombra, come un predatore in attesa di balzare sulla preda.

VOTO: 4,5/5

Due gemelli ignavi, Bartolomeo e Gregorio, i cui nomi di origine sono Af e Hemah, si trovano nel 1500 a trovare un modo per ritornare dal Padre. Non sarà semplice perché si troveranno tra gli Arcangeli e i Demoni e questo triangolo non ha esito positivo. Dopo 500 anni, i due gemelli si ritrovano ad affrontare le conseguenze di quel gesto e ad affrontare le loro vite dell’ultimo mezzo secolo. La voglia di tornare da Dio c’è ancora, ma il motivo sembra cambiato e ora uno dei due sembra più motivato dell’altro. In mezzo a loro, oltre a arcangeli e demoni, ci saranno due sorelle, Azzurra e  le quali dovranno affrontare anche loro se stesse e il loro passato.

“Exilium Katabasis”, primo di due libri, è stata una sorpresa. 

Bartolomeo e Gregorio sono i gemelli che più opposti non possono. La differenza di carattere tra i due si nota, ma si nota anche come i loro caratteri mutano nel libro. Se all’inizio il “buono” è Bartolomeo e Gregorio il lato poco saggio, con il passare del libro si nota come sia l’opposto.

L’intera storia si svolge a Genova tra il 1500 e negli anni 2000. Genova ci è raccontata e descritta bene, anche se alcune cose ho faticato a immaginarle poichè non conosco la città. Andrea e Hilary sono comunque riuscite a farmi sentire benvenuta a casa loro. 

Ora arrivo a parlarvi del libro in sè.

Ho fatto fatica all’inizio. Lo avevo imputato al fatto che lo leggevo dopo le letture di agosto e, di solito, ho un blocco del lettore o un rallentamento nell’interesse di qualsiasi lettura perchè è come se ad agosto facessi il pieno di letture e a settembre non ho più spazio. 

Tralasciando questa parentesi, ho avuto difficoltà ad entrare nella storia e ad ambientarmi. A volte mi ritrovavo a non capire, a non riuscire ad immaginarmi la scena, a non sentirmi a mio agio e di pensare “magari lo rimando a quando me la sento di più”, ma sapevo che rimandarlo non sarebbe stata la soluzione giusta. 

Ci sono volute circa un centinaio di pagine per sentirmi avvolta dalla storia e il sentimento è aumentato sempre di più con il procedere dellalettura. Piano piano ho apprezzato tutto, anche se ho ancora riserve su alcuni demoni e qualche arcangelo.

La storia tratta di Genova, della sua storia e dei suoi luoghi. Le parti più delicate, sia per quanto riguarda la religione che scene di combattimenti che di violenze, sono trattate con rispetto e intelligenza. Andrea e Hilary hanno dato importanza a quelle parti che se lo meritavano ed è una cosa che non tutti riescono. Ricordo di un atto di violenza subito da una ragazza in un libro e, immediatamente dopo, la vita tornava alla normalità e lei non diceva nulla. Loro no. Lo hanno affrontato e hanno affrontato anche le conseguenze di quel gesto. Questo è un merito alle due autrici.

Un fantasy italiano che merita di essere letto per scoprire autrici che, conoscendole bene e sapendo quanto si sono documentate per scriverlo, meritano che il loro lavoro venga notato.

Essendo un libro a quattro mani, a volte si ha la sensazione che due capitoli o due parti si congiungano tra loro poichè è come percepire due stili diversi vicini.

Alla fine il mio primo nipote letterario viene promosso, non a pienissimi voti. Si è fatto apprezzare e conoscere pagina dopo pagina. Una storia anche diversa dal solito che mette insieme la realtà dei fatti e dei luoghi con la fantasia. Non createvi aspettative, ma fatevi sorprendere e conquistare. Non siate chiusi di mente, ma apritevi a tutto. Io l’ho fatto. Inizialmente ero molto molto dubbiosa su un po’ tutto, ma poi ho smesso di pormi domande e mi sono aperta alla storia per trovare qualcosa di cui necessito sapere di più. Insomma, a primavera 2022 voglio il secondo!

Lo consiglio a chi ama i fantasy, specialmente quelli nostrani. Apritevi e accettate. Vi piacerà. 

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