Libri

La Parola Ai Lettori – New Edition-

Buona sera bella gente!

Torna stasera questa rubrica che mi sta rimpiendo di gioia nel vedere che piace e che ha volontari.

Stasera tocca a Francesca di @agirlwithabook__ e il post sarà diverso dal precedente perchè passo subito a lei la parola. Grazie Francesca ❤

Salve a tutti!
Sono Francesca e gestisco la pagina @agirlwithabook__ su Instagram, dove ho avuto il piacere di conoscere Ilaria che mi ha gentilmente invitata in questo suo spazio e di cui sono entusiasta di partecipare!

Quando mi ha chiesto di quale libro avessi il piacere di parlare mi è venuta subito in mente una lettura che ho fatto qualche mese fa e che è entrata a far parte dei miei libri preferiti.
Il libro in questione è “Le ricette della Signora Tokue” di Durian Sukegawa.
Premetto che, la prima volta che mi è stata proposta questa lettura, ho avuto qualche tentennamento.
Il titolo è particolare e la trama è abbastanza semplice: 

Sentaro è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tokyo, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentaro confeziona dorayaki – dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki – e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lì dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un’adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all’improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un’anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentaro si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione più gloriosa che Sentaro ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l’anziana signora insegna a Sentaro i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magià: «Si tratta di osservare bene l’aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi». Come madeleine proustiane, i dolcetti giapponesi diventano un pretesto per i viaggi interiori di Sentaro e Tokue, fra i quali si instaura un legame profondo che lascia emergere segreti ben più nascosti e ferite insanabili. Con l’autunno, però, un’ombra cala sulla piccola bottega sotto al ciliegio: quando il segreto di Tokue viene alla luce, la clientela del negozio si dirada e la donna, costretta a misurarsi di nuovo con il pregiudizio e l’ostracismo sociale che l’ha perseguitata per tutta la vita, impartirà a Sentaro e Wakana la lezione più preziosa di tutte.

Perchè leggerlo?

Sebbene la storia all’inizio sembra soprattutto concentrarsi sull’an e sulla preparazione dei dorayaki, al suo interno possiamo trovare molto di più.
In meno di 200 pagine l’autore ci fornisce riflessioni e insegnamenti importanti, fondamentali e questi tre protagonisti sono la chiave per leggerlo.
Sicuramente la figura più particolare è quella della Signora Tokue, una vecchina fragile e con le mani segnate, ma messa di fronte alla preparazione dell’an mostra un lato completamente diverso. Una devozione, un lavoro meticoloso che viene ripagato da una paga misera.
Sentaro non comprende il suo comportamento ma da una parte ne è comunque ammirato, ormai la sua vita è diventata una routine, una serie di giornate tutte uguali che non lo appagano e che vive senza “viverle”.
Anche Wakana, una studentessa cliente della bottega, sviluppa una certa simpatia per quella strana signora, tant’è che si sente a suo agio nel raccontarle la sua vita e ciò che la tormenta.

La particolarità di questo romanzo sta nelle sue parole, nella sua semplicità nasconde che potenza e messaggi significativi e importanti.
Le vicende sono un contorno che racchiudono l’essenza.
E’ un libro che consiglierei a chi cerca una bella lettura da fare al pomeriggio che allo stesso tempo ti regala qualcosa di indimenticabile e di inaspettato.
Questo per me è stato “Le ricette della Signora Tokue”, un gioiello nascosto che trovi solo se riesci a coglierlo nell’oscurità.

P.S: Io l’ho già messo in wishlist. Voi?

Ringrazio ancora Francesca per aver partecipato e vedremo chi sarà la prossima persona a partecipare e che libro ci farà conoscere.

1 pensiero su “La Parola Ai Lettori – New Edition-”

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