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RECENSIONE! “L’imprevedibile caso del bambino alla finestra” di Lisa Thompson edito da DeA Planeta Libri

Buongiorno lettori!

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Prodotto fornito da DeA Planeta Libri. Foto presa da Amazon

Titolo: “L’imprevedibile caso del bambino alla finestra”
Autore: Lisa Thompson
Genere: Ragazzi, Gialli

DISPONIBILE IN CARTACEO E EBOOK

Trama:

“Matthew Corbin non è come gli altri dodicenni. Se fosse per lui resterebbe sempre chiuso in camera sua, al sicuro da germi, batteri e da tutti i pericoli del mondo esterno. Passa il tempo affacciato alla finestra a osservare gli strani vicini di casa e annotare ogni cosa sul suo diario. Fino al giorno in cui Teddy, il nipotino del signor Charles, che ha solo quindici mesi, scompare improvvisamente. La polizia non sa come muoversi: nessun testimone, nessuna traccia, nessun movente, nessuna richiesta di riscatto. Matthew è l’ultimo ad averlo visto mentre giocava nel giardino del nonno. L’unico a sapere esattamente ciò che è successo quel giorno. L’unico ad aver osservato ogni cosa e segnato ogni dettaglio sul suo diario. Lui è l’unico che potrebbe salvare il piccolo Teddy, se solo trovasse il coraggio di affrontare il disturbo ossessivo compulsivo che lo tormenta da sempre e uscire di casa. Età di lettura: da 10 anni.”

VOTO: 4/5

Ringrazio DeA Planeta Libri per avermi permesso di leggere questo libro in anteprima in cambio di una mia onesta recensione.

 

Matthew Corbin è un ragazzo di dodici anni che osserva le persone che vivono nel suo quartiere da casa sua. Non è perchè Matthew è uno stalker, ma perchè ha paura dei germi e dei batteri. Un giorno, mentre osserva la vita del quartiere, scopre che Teddy, il nipote del vicino di casa, è scomparso. Matthew è stato l’unico a vederlo prima che scomparisse ed è l’unico che potrebbe capire dove è finito Teddy. Riuscirà Matthew a scoprire dov’è Teddy? Riuscirà a superare questa sua ossessione? Dov’è finito Teddy?

 

Matthew soffre del disturbo ossessivo compulsivo che lo porta a pulire qualsiasi cosa per evitare la contaminazione da parte dei germi Questa sua ossessione è dovuta ad un avvenimento traumatico per lui che lo ha portato a convincersi che bisogna eliminare i germi in qualsiasi modo. Questa malattia ci accompagna per tutta la storia, permettendoci di capire cosa sta affrontando Matthew e come la gente lo vede. Tutti coloro che lo conoscono lo ritengono strano, quasi alieno. Sarà Melody, una ragazza del suo quartiere e della sua stessa età, ad avvicinarsi per prima a lui e a essere sua amica senza giudicarlo. Ci sarà anche Jake, suo amico dell’infanzia, che gli sarà accanto a modo suo, ma dimostrando di essere sempre suo amico.

Gli adulti sono diversi quando si rapportano con Matthew. La madre di Matthew che, non sapendo come comportarsi, inizialmente lo asseconda per proteggerlo da se stesso, ma poi, in accordo con il padre, decide di portarlo da uno specialista. Il padre è quella presenza non presenza, cioè c’è e non c’è. Penso di aver passato la maggior parte del libro a domandarmi se sarebbe intervenuto, però capisco anche che, sia lui che la moglie, stavano affrontando una situazione difficile da gestire.

Intorno a loro, gli abitanti del quartiere hanno i riflettori puntati in un momento preciso della storia per permetterci di conoscerli meglio e di sapere come sia la loro vita dietro la porta di casa loro.

L’indagine svolta da Matthew, per scoprire dove sia finito Teddy, rimane in primo piano poichè il nostro protagonista si è posto l’obiettivo di risolvere il caso. Ogni singola discrepanza della normale vita di quartiere, permette a Matthew di costruire un puzzle che porterà alla verità. Un’indagine fatta grazie alle osservazioni di Matthew e grazie alle azioni di Jake e Melody.

 

Una storia che ci dimostra come Matthew non riesca ad affrontare il mondo e come i genitori si trovano all’improvviso ad affrontare questa patologia. I signori Corbin mi davano l’impressione di non impegnarsi troppo per aiutare Matthew ma, dopo aver analizzato e iniziato a scrivere questa recensione, mi sono resa conto che il loro atteggiamento era dovuto al fatto che non sapevano come aiutare il figlio. Qualsiasi mossa, ritenuta da loro giusta, risultava sbagliata per Matthew. Per loro non era facile muoversi perchè, se da un lato pensi che assecondarlo sia la cosa giusta, dall’altro lato pensi sia meglio contrastarla. Sono quelle situazioni che così delicate che ti ritrovi a  muoverti sul filo del rasoio e solo uno specialista può aiutarti ad agire nel modo giusto.

 

Una storia che ho apprezzato perchè espone in modo chiaro e crudo il disturbo ossessivo compulsivo. Non ci viene nascosto nulla, anzi, ci viene spiegato nei dettaglia grazie ai gesti compiuti dal nostro protagonista. Durante la lettura, lo ammetto e l’ho ammesso anche sopra, non gradivo molto i genitori di Matthew perchè non li vedevo molto convinti nell’aiutare il figlio, ma più proiettati sulla vita intorno a loro. Dopo aver terminato il libro e averci riflettuto, mi sono resa conto che si trovavano in una situazione così difficile che, non sapendo che pesci prendere, le provi tutte. E’ anche facile giudicare dall’esterno e pensare che stessero sbagliando, ma quando uno è dentro non si sa mai come agire. 

Libro che consiglio a tutti, a grandi e piccini, perchè si viene conoscenza di un disturbo che potrebbe colpire ognuno di noi e poi i piccini diventerebbero degli investigatori. Chissà se indovineranno dov’è finito Teddy.  

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