Libri, Vi Presento

VI PRESENTO… “L’attico di vetro” di Laura Caldwell

Buongiorno lettori!

Perdonate la mia assenza nei giorni scorsi, ma non sono riuscita a programmare post nel weekend e nei giorni scorsi ho lavorato.

Oggi torniamo con una segnalazione di un libro che uscirà a fine mese.

Scopriamolo insieme.

L'attico di vetro cover (1)

Titolo: “L’attico di vetro”

Autore:  Laura Caldwell

Genere: Romance

Casa Editrice:  Self Published

Formato: Ebook

Prezzo: 2,99€

Prezzo Cartaceo:  In arrivo

Data di uscita: 30 Giugno 2018

 

La seconda e ultima parte uscirà ad Agosto.

 

SINOSSI:

“Un vecchio palazzo del centro, di una qualsiasi città in Italia, viene ristrutturato, acquistato, venduto, acquisendo prestigio e la facciata più bella dell’intero corso.

Ian Alberici, giovane e facoltoso avvocato, di ricca e nobile famiglia, affascinante, intelligente, pieno di qualità, sposato con un’attrice televisiva dalla carriera in ascesa, è il nuovo proprietario dello stabile. La sua vita perfetta gli si stringe addosso, e lui sente di non farcela più, da quando un evento terribile ha sconvolto per sempre l’esistenza degli Alberici.

Stella Salieri, laureanda in veterinaria, già lavoratrice nell’ambulatorio a pianterreno del palazzo, vive nel seminterrato, in un monolocale che niente ha a che vedere con l’attico eccelso nel quale risiede la sorella di Ian. La sua vita è precaria, piena di confusione e di vita.

Destinati a non incrociarsi mai, i loro destini convergono, si ingarbugliano, e non ci sarà più modo di districare la matassa.

“Alberici si accorse del suo sguardo. Se l’avesse frainteso tutto sarebbe stato più semplice. Gli avrebbe offerto il caffè, si sarebbe tenuta a distanza di sicurezza, e dopo venti minuti di chiacchiere spicce l’avrebbe salutato, relegandolo nel limbo delle cose che non erano successe. Ma Alberici non fraintese. Le parve di vedere nei suoi occhi la domanda, inespressa per entrambi: sta succedendo?”

Dall’attico al seminterrato, e poi dal seminterrato all’attico, Ian e Stella hanno bisogno di sfuggire alla condanna delle rispettive esistenze, e allo stesso tempo di ritrovare quello che avevano perso. Forse, anche se è nato come una squallida storia clandestina, l’amore può rimediare all’ingiustizia. Ma c’è qualcosa che Stella nasconde a Ian: qualcosa che ha a che fare con l’attico, dal quale lei è fuggita anni prima, e a cui non può ritornare senza che Ian corra un terribile pericolo…”

 

 

Chi è Laura Caldwell?

Laura Caldwell è Laura MacLem, ma Laura MacLem non è Laura Caldwell.

Le due identità riescono a convivere solo separate, perché una scrive fantasy, fantascienza e horror, mentre l’altra è una romantica sognatrice che immagine storie appassionate e avventurose. Incompatibili, si sono separate per evitare che i lettori facciano confusione e soprattutto perché altrimenti il conflitto avrebbe fatto perdere alla Laura originaria (chiunque essa sia) ogni residuo di salute mentale.

 

 

Com’è nato questo romanzo?

“L’attico di vetro” è nato guardando quei bellissimi palazzi del centro storico, immaginando le storie di chi ci viveva dentro, le differenze tra chi risiedeva negli attici e chi negli appartamenti ai piani inferiori.

Ian e Stella si sono incontrati così, nei cortili interni che nessuno può vedere. La loro storia è iniziata in clandestinità, e a me non è rimasto che seguirla. E seguire loro, perché quasi subito hanno dimostrato di non essere i personaggi che credevo. Tutti e due sapevano, l’uno dell’altra, più di quanto mi fosse sembrato inizialmente. Sono molto più di anime gemelle: sono il motivo per cui quel palazzo, quello che ho costruito per loro nella mia storia, esiste.

 

 

ESTRATTO

“Stella lo raggiunse in cabina dopo una decina di minuti. Aveva abbandonato il giubbotto in vita e si era rifatta la treccia, stringendola forte contro il vento. Camminava e si arrampicava sulle paratie con una leggerezza che non disturbava le assicelle di legno, non metteva il fondotinta per coprire le lentiggini, aveva ritrovato il sorriso e gli occhi brillavano. Guardava il mare che faceva sparire l’insignificante piccolezza del molo, dietro di loro. L’abbinamento di scarpe rosse e maglietta verde era abominevole, per un uomo che non avrebbe mai sbagliato la sfumatura della cravatta.

E Ian seppe di amarla.

Si disse che era solo un meccanismo di difesa mentale, un modo per giustificare con se stesso la propria deprecabile condotta. L’amore era una scusa accettabile, per non rovinare l’immagine perfetta che aveva di sé, e l’immagine perfetta che aveva di sé era tutto quello che gli rimaneva. Si aggrappò a quell’idea, pur sapendo che non era realistica. Scoparsi una frizzante venticinquenne era qualcosa di talmente comune, in un mondo dove i soldi compravano qualsiasi cosa, anche la compiacenza delle mogli, che gli serviva nessuna giustificazione. Aveva un’amante, e allora? Non sarebbe stato né il primo né l’ultimo. Poteva permettersi di essere stronzo quanto voleva.

Ma, ugualmente, si aggrappò a quell’idea, perché una ragazza che portava scarpe da ginnastica rosse con una maglietta verde, che aveva le lentiggini e che sorrideva di ritrovato buon umore, l’aveva ritrovato da sola senza che fosse necessario rompersi la testa per restituirglielo, profumo di arancia che sarebbe presto diventato profumo di sale, era qualcosa che sentiva di amare con un’intensità che lo spaventava. Se quello era amore, si disse, non voleva averci niente a che fare.”

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