Libri

“La rosa del califfo” di @rahdieh edito da @NewtonCompton

Titolo: “La rosa del califfo” (“The and the dawn #2”)

Autore: Renée Ahdieh

Genere: Fantasy, YA, Romance

DISPONIBILE IN EBOOK E IN CARTACEO

Trama:

Shahrzad è stata la moglie del califfo di Khorasan. 34753754Era giunta nella sua dimora con lo scopo di vendicare la morte di altre fanciulle andate in sposa a lui. Poi il suo piano è saltato, Khalid non è infatti il mostro che tutti credono. È un uomo tormentato dai sensi di colpa, vittima di una potente maledizione. Ora che è tornata dalla sua famiglia, Shahrzad dovrebbe essere felice, ma quando scopre che Tariq, suo amore d’infanzia, è alla guida di un esercito e sta per muovere guerra al califfo, la ragazza capisce che deve intervenire se vuol salvare ciò che ama. Per tentare di evitare una sciagura, spezzare quella maledizione, ricongiungersi a un uomo di cui ora scopre di essersi innamorata, Shahrzad farà appello ai suoi poteri magici, a lungo rimasti sopiti dentro di lei…

 

VOTO: 5/5

 

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Questo libro l’ho letto insieme in occasione di un piccolo gruppo di lettura organizzato insieme a Kia di Ikigai.

 

 

In questo secondo libro, ci ritroviamo esattamente dal punto in cui è finito il primo. Shazi se ne è andata e Khalid si ritrova a raccogliere i pezzi. Questo libro, secondo me, ha rappresentato la crescita dei due personaggi. Quella di Shazi avviene lungo la narrazione, mentre quella di Khalid è già avvenuta al termine del primo libro.

Questa volta, rispetto alla prima volta, non seguiamo più Shazi e Khalid tutto il tempo. Ora li seguiamo, ma c’è spazio per tutti gli altri personaggi. Seguiamo Irsa, la sorella di Shazi, che dimostra di essere la timida e dolce della famiglia, ma con un lato molto determinato, come Shazi, che tiene nascosto. Conosciamo meglio il padre di Shazi che, se nel primo mi è sembrato un po’ troppo vendicativo, qua mi sembra ancora di più, per poi riprendersi alla fine del libro, quasi. Notiamo la freddezza calcolatrice e la spietatezza di Reza, lo zio di Tariq, di cui nemmeno Khalid ne è capace. Rahim rimane il mio personaggio secondario più amato e Tariq colui che, in qualche modo, impara a ricredersi. Despina, colei che ho adorato nel primo libro, ho avuto un moto di nervosismo per lei che è scomparso subito dopo. Lo zio di Khalid che più scemo di lui non c’è nessuno e Jalal che mi fa una tenerezza tremenda, ma svegliati uomo. Diciamo che in questa storia, sia gli zii che i padri fanno una brutta figura. Una enorme brutta figura.

Come storia può risultare lenta nella narrazione iniziale. Partiamo piano, con avvenimenti che sembrano poco significativi e che ci accompagnano per la maggior parte del libro. Sono avvenimenti e dettagli che ci permetto di comprendere meglio la parte finale della storia che è piuttosto succosa e che ti tiene incollata fino alle pagine finali.

Una storia che passa da momenti leggeri a momenti importanti o momenti pesanti, come l’attacco a Shazi ad opera di un ragazzo che odia suo marito o al momento in cui Reza la porta via nel palazzo dello zio di Khalid. Un storia che, quando pensi sia tutto passato o almeno si siano calmate le cose, ecco che arriva il colpo di scena. Esempio, lo troviamo alla fine, proprio quando Shazi arriva al palazzo dello zio di Khalid. Non dico altro per non spoilerare niente, ma è un esempio che, se anche tu pensi che la storia andrà a rotoli, non sarà così.

Il finale, frettoloso per certi sensi, è stato bello. Avrei concesso più spazio, prima dell’epilogo, alla mente malandata del padre di Sharazad. Un padre malato di manie di importanza. Vuole ripristinare ciò che era a tutti i costi, ma non puoi farlo quando sei il primo a non dare importanza a te e alla tua famiglia. Non puoi riavere un posto di spicco, quando ti nascondi dietro alle cose o alle persone e lasci agli altri gestire il tutto. Le cose e il rispetto bisogna guadagnarselo, non lo si esige perchè si pensa di meritarselo.

L’epilogo è stupendo, anche se avrei aggiunto un dettaglio in più, ma non dico cosa perchè vi direi come finisce e non va bene. E’ il finale più dolce che abbia mai visto e l’ho amato moltissimo.

Riassumendo. Un libro, anzi una duologia, molto bella e dalle tinte che ricordano Aladino. Una storia che procede lentamente per far adattare il lettore agli avvenimenti, per permettergli di conoscere i luoghi, i personaggi e le ambientazioni, per poi arrivare al colpo di scena che ti sveglia.

Una nota sulle ambientazioni. Ogni luogo, elemento della scena e personaggio sono descritti in elegantemente, con parole che sono quasi poesia e che ti danno le informazioni necessarie per entrare nella scena e farla tua. Non viene tralasciato nulla e il lettore ha la possibilità di immergersi in questa atmosfera molto facilmente.

Una storia d’amore che resiste a qualsiasi cosa, dalla lontananza ai nemici, agli screzi e alle diversità. Una storia d’amore di tutto rispetto e non ti annoia con le paranoie che si fanno i due protagonisti tutto il tempo. I loro screzi sono carini e simpatici. 

Insomma, leggete questi due libri. Una volta ogni tanto si può leggere una storia d’amore diversa dalle solite, no?

 

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