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“Dov’è finita Audrey?” di @KinsellaSophie

TITOLO: “Dov’è finita Audrey”

AUTORE: Sophie Kinsella

GENERE: YA, Romance, Fiction

DISPONIBILE IN EBOOK E IN CARTACEO

TRAMA:30795614Audrey ha quattordici anni e da tempo non esce più di casa. Porta sempre grandi occhiali scuri per non guardare nessuno negli occhi. A scuola le è successo qualcosa di brutto e ora è in terapia per combattere l’ansia e gli attacchi di panico. Ma qualcosa cambia quando incontra Linus, un amico di suo fratello. Per la prima volta nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. Dov’è finita Audrey? è un romanzo in cui si ride e ci si commuove. Sophie Kinsella riesce ad alternare momenti di puro humour ad altri più seri e teneri con grandissima sensibilità, raccontando il percorso verso la guarigione di una fantastica e coraggiosa ragazzina, e parlando al cuore di tutti.

VOTO: 4/5

Era da molto che non leggevo la Kinsella, penso che l’ultimo suo libro letto sia stato “La ragazza fantasma”. L’ho sempre adorata ma, crescendo e scoprendo nuovi libri, mi sono un po’ allontanata da lei e dal suo genere di libri. Complice Tempo di Libri, la sua presenza in fiera (volevo incontrarla, avevo preso questo libro per farmelo autografare, ma la folla mi avrebbe ucciso, perciò ho rinunciato), la recensione e l’amicizia con Cee di Legger-mente (qui la sua recensione), la trama, mi sono convinta che dovevo leggerlo assolutamente. Poi copertina rosa, perciò adatta alla Book Challenge 2017 di Ikigai.

L’adolescente Audrey, dopo aver lasciato la scuola, si ritrova a vivere perennemente in casa, se non uscire per la terapia con la psicologa, e a prendere antidepressivi per poter andare avanti. Ah, non abbandona mai i suoi occhiali da sole che la proteggono dal mondo intero, o almeno così crede perchè, al minimo contatto vocale o presenza improvvisa di una persona, Audrey entra in panico.

L’autrice non ci svela il perchè di questo crollo psicologico di Audrey. Ci lascia immaginare che sia stata vittima di bullismo ad opera di tre compagne di scuola. Ci troviamo ad affrontare con Audrey i postumi di questo evento destabilizzante. L’autrice ha realizzato un’atmosfera su cui aleggia l’ombra di questo episodio che grava su Audrey e sui suoi rapporti con gli estranei. Fino a quando non incontra l’amico e compagno di giochi online del fratello, Linus, che le scombinerà il mondo. Lui l’aiuterò ad uscire da questo guscio che la protegge dal mondo esterno.

E’ un libro che tratta cosa succede alle vittime di bullismo scolastico. In questo caso, oserei dire, che Audrey si è trovata in una situazione piuttosto fortunata perchè ha avuto il completo supporto della famiglia, l’intervento per fermare il bullismo penso sia stato tempestivo perchè non ha portato Audrey a compiere gesti estremi.

Questo tema viene alleggerito dalle schermaglie tra la madre di Audrey e suo fratello Frank. Frank è un giocatore “professionista” di un gioco online. La madre, invece, non ne è entusiasta, specialmente dopo aver letto un articolo sul Daily Mail, sua Bibbia personale, sugli effetti dei giochi online sui giocatori. Quei pezzi sono stai la parte più divertente di tutto il libro.

Cosa che non ho apprezzato molto, sono due personaggi, essenziali per capire che la gente vede le cose come più gli piacciono. La prima è l’amica del cuore di Audrey. Audrey decide di incontrarla dopo un po’ a casa sua e quando si presenta, è felice, ma viene fuori che sua madre è fuori dalla casa, in auto, perchè la madre dell’amica ha interpretato che Audrey è bipolare, nonostante la madre di Audrey abbia perfettamente raccontato cosa sia successo. Questa incomprensione è data soltanto perchè la donna in auto ha creduto che si stesse esagerando sulle condizioni reali di Audrey. Non ho parole.

Altre persone sono una delle autrici di bullismo e i suoi genitori. Audrey decide di incontrargli con il fratello, all’insaputa dei loro genitori, perchè pensa che sarà un modo per chiudere. In realtà, questi genitori volevano soltanto che Audrey capisse cosa stesse passando la loro figlia. Lei. Non Audrey. Non ho Parole 2.

Io chiedo immensamente una cosa alle famiglie o persone che attuano bullismo su altre persone. Sparite. O, se volete proprio chiedere scusa, fatelo con cognizione di causa. Se chiedete scusa, fatelo perchè avete capito e non perchè “vi è stato detto di farlo” o “perchè si fa così”. No. Di sicuro, non potete chiedere ad una vittima di bullismo di capire le ragioni per cui l’avete fatto. Pensate che servirà a lei? No, servirà a voi per pulirvi la coscienza. Quindi, ripeto, sparite.

Anche incontrare chi ha fatto del male, non porta ad una chiusura e Audrey se ne rende conto. La chiusura va trovata dentro di noi e non attraverso gli altri, come tutte le altre cose della nostra vita.

Dopo aver dato sfogo a quello che mi frullava per la testa e, vi chiedo perdono ma preferisco essere sincera che mordermi la lingua in questi casi, riassumo perchè va letto questo libro.

Un tema importante viene trattato senza appesantirlo eccessivamente, alternandolo a dosi di schermaglie familiari epiche. Un libro solo su queste schermaglie sarebbe stato epico. Purtroppo non ci è dato sapere cosa sia realmente successo ad Audrey e un po’ mi spiace perchè è come se togliesse qualcosa alla storia, qualcosa di vitale importanze per capire bene cosa sia successo. Per il resto, leggetelo per le scene tra Frank e la madre sono la cosa più bella di questo libro.

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