Libri

“One Wish Away” di @Ingrid_Seymour

Titolo: One Wish Away (One Wish Away #1)

Autore: Ingrid Seymour

Genere: Science Fiction Fantasy

DISPONIBILE DAL 7 FEBBRAIO 2017 IN INGLESE IN EBOOK E CARTACEO

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Faris is a Djinn with a secret and Marielle the first master to give him hope. Will she be the one to break his curse? There is no telling. All he really knows is she’s ONE WISH AWAY from breaking his heart.

When Marielle was little, she used to believe Grandpa about his wish-granting Djinn. But now that she’s older, her beliefs have changed, and things like lousy ex-boyfriends and alcoholic fathers have become her reality.

Life isn’t done shattering her truths, though, and when Grandpa dies and the Djinn he warned her never to trust shows up at her doorstep, the world becomes a dangerous, magical place she never knew existed. Reeling for her once-normal life, Marielle soon realizes there’s no going back—not when she’s become part of a mortal conflict between two spell-bound Djinn. Faris—her handsome slave. And Zet—his vengeance-hungry brother. They both want something from her. One, her love. The other one, her life.

Now she’s afraid she will die in love.

One Wish Away is a young adult paranormal romance that will appeal to lovers of Hush Hush, Twilight, and the Fallen series.

QUESTO LIBRO E’ STATO DONATO DALL’AUTRICE IN CAMBIO DI UNA RECENSIONE ONESTA E OBIETTIVA

 

Detto questo, iniziamo.

Marielle si è trovata a vivere e lavorare con il nonno nel vivaio di famiglia a New Orleans, dopo che il padre l’ha lasciata lì. Morto suo nonno, si trova a dover mandare avanti il vivaio e a dover fare i conti con la storia che suo nonno le raccontava quando era piccola. La storia coinvolgeva un genio, un Djinn. Inizialmente credeva fosse solo una storia inventata da suo nonno ma, una volta trovata la pietra dove risiedeva il genio e dopo averlo liberato, si rende conto che non era soltanto una storia.

Faris è il nostro genio. Intrappolato da anni, cioè da quando suo nonno lo aveva rinchiuso anni prima, vestito completamente fuori moda, ma abbastanza di bella presenza da far destabilizzare Marielle.

La storia è la solita. Tre desideri, ben ponderati, e poi Faris ritorna nella sua umile pietra. I desideri devono essere realizzati seguendo almeno 5 regole. Non desiderare la liberazione del genio, non desiderare di cambiare gli altri, etc. Sembra facile, ma non lo è. Inoltre Faris ha un effetto strano su Marielle, tale da spingerla a posticipare il più possibile la realizzazione dei suoi tre desideri.

Il tutto avviene con una minaccia abbastanza velata che poi si rivela essere il fratello di Faris, Zet, che, ovviamente, ha un conto in sospeso con il fratello.

Faris ritornerà nella sua pietra? Cosa vuole veramente Zet? Cosa è successo nel loro passato? Vi lascio leggere il libro.

 

E’ una storia abbastanza intrigante, ambientata a New Orleans che, come si sa, si presta a queste ambientazioni di magia, al suo costume poco comune e ci è descritta nel minimo possibile per farci rendere conto dove siamo e inquadrare la scena.

Marielle è tosta, coraggiosa, chiusa in se stessa, difficilmente si apre agli altri, ma disposta ad aiutare chiunque faccia parte della sua vita. La definirei il nuovo modello di eroine dei libri. Forti, indipendenti, senza bisogno di qualcuno su cui appoggiarsi sempre, pronta a fare qualsiasi cosa per chi ama, che, nel profondo, vorrebbe qualcuno al suo fianco, qualcuno che la ami. L’amore è la chiave di tutto. Non proveniente esclusivamente da un fidanzato, ma anche da un amico o un padre perso da tempo. L’amore che l’aiuterà a curare vecchie ferite e a far si che riuscirà a tornare a credere e ad aver fiducia nelle persone.

Faris è un gentiluomo. E’ veramente un uomo di altri tempo e lo conferma anche la novella su di lui, “Faris”, dove lo vediamo nella sua giovinezza e come mai sia diventato un genio. Questa sua caratteristica la troviamo in questo libro, come troviamo questo stano legame telepatico con Marielle che anima la loro relazione.

Poi ci sono Zet, il fratello di Faris, che mi faceva venir voglia di tirargli padelle in faccia per farlo svegliare. Incolpa di tutto Faris, quando parte della colpa è sua e della sua mente da “io sono la vittima del mondo”. Altro personaggio è Abby, la migliore amica di Marielle che mi ricorda la classica ragazza di una confraternita. La trovo completamente diversa da Marielle e quasi stona, ma è necessaria o Marielle sarebbe una giovane che passa le sue giornate a fare la maglia. Come non dimenticare, Jeremy, ex di Marielle ed essere maschile che si approfitta delle donne, in tutti i sensi. Diciamo che la punizione che avrà è giusta e corretta, ma un male più grande se lo sarebbe meritato.

RIASSUMENDO. Io amo Ingrid e i suoi libri e questo l’ho votato con 4 stelle su 5 perchè merita….ma. Si, il ma c’è. Per certi versi ho percepito mancasse qualcosa nella storia, non so bene cosa, ma sentivo che c’era qualcosa che mancava. Forse era dovuta all’eccessivo non parlare di Marielle che portava avanti segreti inutili, come tutte quelle presenze che sentiva e che non riferiva a Faris. La presenza di Maven, giusta nell’esserci, ma la ritenevo non necessaria per arricchire Marielle che la si capisce abbastanza al volo, anche solo come interagisce con Abby ci fa capire come sia chiusa e che abbia paura di essere ancora una volta ferita da chi lei ha amato. Maven l’avrei tenuto come personaggio di contorno. Quei personaggi che conosciamo poco, ma che aggiungono qualcosa in più in determinate occasioni per far scorrere la storia. Anche Abby l’ho trovata un attimo stonata, ma è giusta per il luogo che New Orleans. Se Marielle è l’opposto, pacata, chiusa, e poco mondana, Abby è esattamente il contrario, perciò nel libro ci sta.

Storia azzeccata che rispolvera Aladin e lo porta ai giorni nostri, rendendolo più umano e più bello. Una storia che promette sviluppi interessanti nei prossimi libri, ma che qui rimane ancora acerba. Non dimentichiamo che è il primo libro e che, come tutti i primi libri, ci deve far addentrare nella storia per poi goderci i seguiti conoscendo i precedenti. Persino “La chimera di Praga” l’ho trovata eccessiva perchè diceva troppo, e qui non siamo da meno. A paragone con la novella “Faris”, dico che la novella mi ha colpito di più. L’ho trovata succosa, profonda, veloce ed equilibrata. Qua forse era la profondità a mancare o, forse, se ci fossero stati capitoli dove parlava Faris avrebbe aggiunto un qualcosa in più al libro. Si, ecco. Mancava Faris. Mancava il suo punto di vista, la sua parte. Magari ci sarà nei seguiti? Io me lo auguro.

 

 

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