EXPO Della Lettura

EXPO Della Lettura #6 con @sapessidire

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Ave gente! Come state?

Questo è il secondo post del giorno che preparo. Fino a pochi istanti fa, non c’era nessuno pronto per l’intervista, quindi mi stavo sottoponendo a questa tortura. Poi però ecco che arriva lei. Mi ha salvato dalla tortura e ha salvato voi dall’ascoltare il mio sproloquio.

Chi è lei? E’ una blogger e l’ho conosciuta per caso, questo lo posso dire. Ti seguo di lì, ti seguo di là e poi amicizia su Facebook. Grazie a quella e seguendo la sua pagina, ho trovato un’altra fan di Shadowhunters con cui commentare la scelta del cast della serie tv che, per ora, ci soddisfa abbastanza. A me soddisfa abbastanza più di quello del film, ma rimango fedele a Jace (Jamie Campbell Bower). Perdonatemi.

Chi è lei? E’ giunto il momento di ascoltarla.

Ah, una cosa. La INVIDIO enormemente perchè vive in Toscana. Sappiatelo.

Ora tocca a lei.

Ladies and Gentlemen.

Madame e Monsieur.

Signore e Signori.

Ecco a voi….

CECILIA!

(Applausi, grazie)

 

 

Nome: Se solo sapessi dire

Età:  26, ahimè

Professione: studentessa magistrale di Editoria, divoratrice di libri e radio umana

Passioni (oltre a leggere): l’atletica, il cibo – in primis la pizza, immancabile doppio appuntamento del fine settimana, la pasta, che va bene anche cruda, basta che esista, e il fritto, perché fritta son buona anche io, e vi giuro che suppongo di non esserlo proprio per niente -, la fotografia, lo shopping compulsivo di libri e vestiti/accessori, il sottotitolaggio dei telefilm. Direi che può bastare, al momento, a spaventarvi.

Contatti:

Piccola introduzione di te stessa: Parlar di me m’imbarazza, e non credo, comunque, di sapermi descrivere. Per farla breve: Cecilia – ma meglio se non mi chiamate così perché lo odio -, fiorentina (e credemi: la testa dura e l’esser critica verso tutto viene da lì, sicuramente), logorroica da mal di testa ma estremamente diffidente e riservata, con una marea di idee in testa alle quali ancora non so dar forma e con un obiettivo ben stampato in mente da raggiungere. Per tutti questi motivi, e tanti, troppi altri, studio Editoria e mangio libri a colazione, pranzo, cena e, perché no?, negli spuntini.

 

Grazie per aver partecipato a questa iniziativa. Come ci si sente ad essere intervistati?
C’è una ragione se ho rimandato quest’intervista a lungo… No, scherzo, diciamo bene, finché rimarrà un file salvato sul mio e sul tuo PC, Ila, ma nel momento in cui andrà online sarò sempre più ansiosa. Odio pormi al centro dell’attenzione e non sopporto l’esserci messa, ma quest’iniziativa è così bella che dir di no era impossibile (tra parentesi, complimenti per l’idea, Ila!).

Io intervisto te ora e penso ti sia capitato di intervistare o porre domande a qualche autrice. Come trovi le domande giuste da porre? 

Mi è capitato, via mail e in persona, e devo dire che sono due cose completamente opposte, ma non per questo l‘una meno portatrice d’ansia dell’altra. In un caso si tratta di preparar domande sulla base di quel che so, ho letto, ho capito dello stile e modalità espressive dell’autore in questione tramite i suoi scritti – della sua vita personale, sinceramente, mi importa così poco che non vado a cercare i vari siti o blog che può possedere -, nell’altro di preparar lo stesso ma finir per domandar tutt’altro, a braccio di quello di cui si sta parlando e dell’argomento che sembra emergere. Nella mia prima intervista dal vivo, visto che è avvenuta in facoltà alla presenza del corpo docente, di un Pulitzer e delle telecamere, ero così agitata che legger le domande che avevo pensato sarebbe stato impossibile… Io e l’ansia bff since ever.

Se ti capitasse l’occasione unica e irripetibile di intervistare un’autrice o autore, chi sarebbe?

Unica e irripetibile perché gli autori che vorrei intervistare sono già morti: Marquéz, Tolstoj, Shakespeare, Woolf, Austen, le Brontë, Rodari, Dahl; gli autori della mia formazione, a cui mi sono avvicinata da bambina, alcuni, e da adolescente, altri. Scegliendo, invece, qualcuno un po’ più accessibile, direi Stiefvater: l’universo di fantasia che ha dentro e riesce a sprigionare, catturare con le immagini narrative o visive, è qualcosa di così magico da renderla ai miei occhi un essere quasi da venerare. E poi Lecesne, perché ha reso in un libro quel che penso sia lo scopo della letteratura e morirei anche solo nello stringere la mano a chi rende i libri dei messaggi così potenti.

Com’è nata l’idea di aprire un sito? Qualcuno ti ha consigliato di aprirlo?

È nata a caso: un pomeriggio d’agosto dello scorso anno, ho incontrato quella che poi sarebbe diventata una delle mie professoresse di editing ed è uscita l’idea di dar vita a qualcosa di diverso. Ma è diventato qualcosa di più, insomma: è il contenitore, nemmeno troppo grande per quanto vorrei riversarci, di tutto ciò che mi ossessiona di più e renderò un mestiere.

In tutto questo tempo che hai recensito libri e letto libri, hai mai pensato di scrivere un libro? (Perché si? O perché no?)

No. Una volta, forse, quando avevo appena iniziato la triennale, ma non da quando è nato il blog. Studio per passare dall’altra parte della barricata: mi piace l’idea di rendere qualcosa scovato tra tanti, grande, di poter collaborare a renderlo un piccolo (o magari grande) successo. Mi piace l’idea di poter un giorno scegliere qualcosa che cambierà la vita di qualcuno com’è capitato a me. Sì, forse un po’ presuntuoso e romantico, ma tant’è, lasciatemi sognare…!

Chi è la tua autrice preferita? Il tuo libro preferito?

Questa è la domanda che più temevo, perché effettivamente non ne ho. Mi sentirei un’infame a sceglierne uno solamente; però se proprio tu mi obbligassi, ti direi che il libro che mi ha cambiato la vita è “Matilda” di Roald Dahl e non mi importa assolutamente niente di chi dice che è un libro per bambini. Come sopra, un grande libro per me è quello che sa lanciare al suo lettore un messaggio e quello di Dahl è tra i più belli che ci possano essere: dire a un bambino che si sente diverso e solo che effettivamente non lo è, non ha eguali.

Che genere di libri leggi? E come scegli i libri?

Al momento, privilegio gli young adult, un po’ perché è quello il campo nel quale adorerei specializzarmi, un po’ perché ancora dall’adolescenza non sono uscita del tutto; ma in realtà leggo di tutto e non mi interessa il genere di appartenenza. Sul come li scelgo, invece, la risposta più giusta sarebbe: a caso. Sono loro che scelgono me. Mi capita di decidere, mentre sto leggendo altro, che inizierò qualcosa ma poi ne arriva uno che attira la mia attenzione e addio a tutti i programmi!

Ti sarà capitato di leggere più libri in contemporanea. Qual è stato il numero massimo di libri letti?

Cinque, credo. Ma per me è la norma. L’ho sempre fatto, fin da piccola ne avevo sempre due-tre sul comodino. Sarà che avendo studiato le letterature straniere all’Università mi son dovuta dedicare a più letture in lingue differenti per stare al passo coi corsi, o sarà che proprio adoro poter scegliere in quale universo lanciarmi ogni volta, ma non è un peso.

Tra gli ultimi libri letti, quali consiglieresti da leggere assolutamente?

“Senza nuvole”, di Alice Oseman. Un libro di una durezza che non lascia scampo, con una protagonista che fa di tutto per non esser compresa né apprezzata e con uno stile diretto, che non tralascia niente, ti fa sentir tutto – ma proprio tutto – sulla pelle, nella testa, mostrando l’adolescenza per com’è. Ovvero completamente diversa da quel che, purtroppo, tanti libri (film e telefilm) mostrano. Un libro che apre gli occhi, insomma, e mostra quanto quel periodo sia critico e difficile.

Invece, tra tutti i libri letti nella tua vita, quale ritieni sia leggibile da chiunque? Nel senso, che andrebbe bene sia per chi legge romance e sia per chi legge horror.  Un libro per tutti.

Direi “Il signore degli anelli” di Tolkien. Perché è tutto, ha tutto, è alla portata di tutti e parla a tutti, ai più grandi come ai più piccini, in modi differenti e, pur essendo ambientato in un mondo fantastico, è tra i romanzi che più parla della vita, in cui ognuno può ritrovare pezzi di sé.

La storia di un libro è mai riuscita a influenzare la tua vita? Se l’ha fatto, l’ha fatto nel bene o nel male?

Mi ripeto con “Matilda”. Lo ha fatto nel bene, spero: non sarei qui a tentar di cambiar vite altrui come l’ha fatto quel romanzo con la mia, suppongo, se non l’avessi letto. E vabbe’, per chi mi conosce sa che lo ha fatto in peggio nel senso che mi ha autorizzata a cadere nei libri più di quanto già non facessi… ma non è un male per come la vedo io!

Tanti libri vengono trasformati in film o telefilm. Qual è stata la migliore e la peggiore versione cinematografica o televisiva secondo te? E quale vorresti realizzassero?

“La compagnia dell’anello” – in realtà l’intera trasposizione del “Signore degli anelli” – è una meraviglia, un capolavoro immenso di bellezza mai vista prima. Il peggiore, credo, sia semplice: il pilot di “Delirium”: stravolgimento completo della trama, pessimi attori, orribile il risultato. Per una volta sono grata che si sia deciso di non portare avanti il progetto.

Dei libri che hai letto, quale personaggio vorresti essere?

Caspita, Ila, ti sei impegnata con le domande difficili, eh? Direi che se potessi essere Celeana Sardothien della Maas e Kestrel Trajan della Rutkoski mi sentirei realizzata, perché sono due esempi forti di donne realizzate e indipendenti che sanno essere, al contempo, di una tenerezza insospettabile. Due bei messaggi.

Quale è stato il peggior libro che hai letto? E il migliore?

Il peggior libro è quello che trasmette messaggi e valori sbagliati, per me, specialmente nei libri per ragazzi, ma non me la sento di nominarne uno. Voglio esser buona oggi. Il migliore… sono pronta a essere ancora stupita!

Mentre leggevi un libro, ti è mai capitato di pensare ad un ipotetico cast?

No, solitamente tramite le descrizioni costruisco immagini di persone che non esistono, perché non mi piace adattare un personaggio a qualcuno di specifico. Poi, così, me li posso immaginare un po’ come voglio!

Penso che avrai almeno un autore preferito, o anche più. Ti è mai capitato di andare in libreria, o ordinare su Amazon, un suo libro senza mai aver letto la trama o di saper ben poco della trama?

Sicuro! Compro a prescindere libri di autori di cui mi fido e so che apprezzerò; tra i tanti Green e Hoover: a scatola chiusa, sempre.

Devi traslocare. Hai tutti i libri in uno scatolone e si rompe una tubatura dell’acqua che allaga la casa, bagnando lo scatolone con i libri. Quale libro vorresti che si salvasse più di tutti?

Tutti non si può? Non ce la faccio, mi sento male a scegliere un libro, come una mamma di fronte alla domanda “qual è il tuo figlio preferito?”. Preferisco si bagnino tutti, che scegliere uno e far rimanere male un altro.

Devi regalare un libro. Come lo scegli? In base al gusto della persona a cui lo devi regalare, le chiedi che libro regalarle o le regali il tuo libro preferito?

Nei regali, cerco sempre di andare incontro ai gusti di chi ho davanti, in fondo è a lui/lei che dovrebbe piacere, non a me. Capita, però, che a volte abbia regalato libri che ho amato nella speranza che anche l’altro potesse trovarci quel tanto che io ci ho visto.

Prima di concludere facciamo il ‘Momento Marzullo’. Si faccia una domanda e si dia una risposta.

Quanto sei cretina da uno a cento, Cecilia?

Tanto, ragazzi, e si vede.

 

ahahahahahhahahah L’ultima risposta è fortissima!

Devo dire che concordo con tutto quello che hai detto, specialmente su “Matilda”. Io l’ho letto il mese scorso (o quello prima? Beh, l’ho letto quest’anno) e, nonostante sia un libro per bambini, andrebbe letto a tutte le età. E’ speciale, come è speciale Matilda.

 

Grazie mille Ce di aver partecipato. Sei stata gentilissima!

Gente! Noi ci vediamo settimana prossima! Chissà chi parlerà. Magari sarò proprio io perchè manca l’ospite.

Buon weekend!

 

 

 

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