Pensieri di una lettrice/blogger

Pensieri di una lettrice #3

Buongiorno a tutti!! Come state? Io sono stata colpita da un raffreddore potentissimo che mi ha debilitato negli ultimi giorni. Nemmeno oggi sono al 100%, ma devo pure aggiornare questo sito, no? Quindi mi sono dedicata a questa ‘rubrica’. L’argomento del giorno è

I TITOLI E LE COPERTINE DELLE VERSIONI ITALIANE.

Perchè? Perchè l’altro giorno ho visto un libro e l’ho scambiato per uno che volevo leggere tempo fa. In realtà non era quello, ma era un libro di Shelly King. Il titolo originario è ‘The Moment of Everything’, ‘Il momento di tutto’, se lo traduciamo alla lettera. Da noi è ‘Tutta colpa di un libro’. Ci può anche stare. Si parla di una piccola libreria e del fatto che la protagonista la vuole salvare, visto che è stata aperta una nuova libreria poco distante. Un altro esempio tra gli ultimi libri pubblicati è il libro di Leisa Rayven, ‘Cancella il giorno che mi hai incontrato’. Originariamente è intitolato ‘Bad Romeo’, ‘Cattivo Romeo’. Io il libro non l’ho letto, ma il cambio di titolo è radicale, oltre a non essere molto bello.

Ricordo che tempo fa in America era uscito ‘Easy’ di Tammara Webber e da noi era uscito con lo stesso titolo, con copertina orrenda, ma almeno il titolo era lo stesso. A volte abbiamo questa opportunità. Avere i libri con lo stesso titolo originale. Questo cambio di titoli ci sta, se ci pensiamo. Alla fine adattano il titolo alla storia, ma non sempre è cosa buona e giusta. Onestamente, se avessi trovato in libreria un libro intitolato ‘Cattivo Romeo’ o simile, l’avrei letto o sarei andata a vedere di cosa parlava. Però mi rendo anche conto che un titolo come ‘Cancella il giorno in cui mi hai incontrato’ fa più effetto e ti spinge sicuramente a sapere il perchè del titolo. Diciamo che gli editori possono essere scusati con i titoli, ma non sempre.

Se il titolo è una questione di scelte stilistiche o di licenza poetica dei traduttori o di chi ha il compito di sceglierli, altra cosa sono le copertine.

Tempo fa, quando uscì ‘Uno splendido disastro’ di Jamie McGuire, rysn rricordo che andai in libreria e mia madre si offrì di cercarlo insieme a me. L’avevo letto in inglese, mi era piaciuto e volevo averlo almeno in italiano. Quando lo trovai e lei vide la copertina, mi disse ‘Visto il titolo, mi aspettavo una copertina più allegra’. Detto tra noi, aveva ragione da vendere. Per questo libro, però, si può anche dire che la copertina italiana è nettamente più bella di quella americana. Di sicuro, la nostra è abbastanza scura, cupa, senza allegria. Parliamo di un qualcosa che deve essere splendido e disastro allo stesso tempo ma, dalla copertina, non sembra così. La copertina americana non sarà un’eccellenza, ma potevamo batterla con un po’ più di fantasia. La cosa positiva è che almeno il titolo è rimasto lo stesso.

Esempio che siamo riusciti a battere le copertine americane è la serie Shadowhunters, o almeno per me. rbtrtn   tbwe6t4n5

Le copertine americane sono carine perchè sono colorate, ma troppo caotiche, troppo ricche di dettagli. Le copertine italiane sono più minimaliste. Nere che fanno risaltare il titolo colorato del libro e con un dettaglio dello stesso colore del titolo. Tanto di cappello alla Mondandori per averle realizzate, ma non sono esentate dalla critica delle copertine dei libri. Come tutti, anche loro ci azzeccano, ma non sempre.

nys5Esempio clamoroso di come abbiamo rovinato una copertina è quello di ‘Slammed’/’Tutto ciò che sappiamo dell’amore’ di Colleen Hoover. La copertina americana non sarà eccezionale, per carità, ma la versione italiana sembra un libro per bambini. In America, un anno dopo l’uscita del libro, la copertina è stata rifatta ed è stata rifatta benissimo. Quindi, mi domando, perchè noi una copertina del genere? 17832105Guardate la nuova copertina americana. E’ stupenda!

E’ famosa la frase ‘Non giudicare un libro dalla copertina’. Io tendo a non farlo mai, ma penso che la copertina sia quel qualcosa che determina la tua voglia di conoscere il libro. La prima cosa che cattura l’attenzione è LA COPERTINA, poi arriva il titolo e infine la trama. O almeno con me accade così. E’ il colore della copertina o un dettaglio particolare che mi attira, poi leggo il titolo e infine leggo la trama. E’ la copertina che determina se si vuole prendere in considerazione un libro o meno. E’ tutta questione di packaging (che paroloni!). Insomma, per vendere bisogna creare qualcosa abbastanza accattivante da attirare l’attenzione di un possibile compratore.

Ultimamente, c’è stato un miglioramento delle copertine, sebbene rimanga ridotto. Vado in libreria e trovo molte copertine che mi attraggono. O sono io che sono meno selettiva o forse le case editrici hanno investito di più nella grafica e hanno capito che il packaging è tutto. Una cosa mi ha stupito. La DeAgostini, per il libro ‘Die for Me’ di Amy Plum, ha utilizzato sia titolo che copertina originale. Non me l’aspettavo e devo dire che è stata una cosa sensata per renderlo omogeneo con le altre copertine internazionali. Certo, il titolo è abbastanza forte, ma attira. Tradotto sarebbe ‘Muori per me’. Io direi ‘Col cavolo’, però almeno ti attira per vedere perchè bisogna morire per un’altra persona. A me ha colpito la copertina e il titolo, infatti poi l’ho comprato, letto, piaciuto e lo recensirò prossimamente. In realtà, era in offerta lampo su Amazon, quindi ha aumentato ancora di più le probabilità di comprarlo.

La stessa cosa è capitata con la serie ‘Silver’ di Kerstin Gier. In questo caso, preferisco la nostra a quella originale tedesca, che mi sembra la copertina di quei libri basati sui diari personali delle protagoniste all’inizio dell’adolescenza. Se dovessi scegliere tra tutte le copertine internazionali utilizzate per questo libro, preferisco quella che verrà utilizzata in America. Se tra tutte quelle utilizzate, siamo i migliori insieme agli americani, significa che, almeno una volta, non ci siamo fatti bagnare il naso e siamo arrivati a creare una copertina degna di essere chiamata copertina.

Ormai tutti sanno usare Photoshop, sto imparando anche io ad usarlo e su youtube esistono video di spiegazione. Corsi di laurea di grafica, dove studenti imparano a usare qualsiasi cosa per realizzare immagini spettacolari. Tra un pò anche con Instagram riusciremo a creare copertine decenti di libri con l’utilizzo di filtri su filtri.

Ci si lamenta che la gente legge poco. Magari iniziando con qualche copertina più accattivante si attira più l’attenzione di un probabile futuro lettore. Ormai i libri li troviamo anche negli ipermercati. Fai la spesa e ti ritrovi nel reparto libri -> io sono l’esempio di una che, tutte le volte che vado al supermercato, guarda i libri che hanno. Anche chi legge poco, passa, vede qualche copertina interessante, si avvicina, legge la trama e…..il libro è nel carrello. Non dico che la scelta di un libro è completamente basata sulla copertina perchè c’è anche il fattore titolo e il fattore trama, però almeno il 30% della scelta di un libro si basa sulla copertina. Il titolo ha almeno il 25% del compito di catturare un possibile compratore. Il 45% è responsabilità della trama. Se la trama non ti ispira, difficilmente arriverai a comprare il libro anche con una copertina stupenda, ma almeno l’hai considerato grazie agli altri due fattori. Se una copertina non è capace di interessare, di catturare l’attenzione, di spingerti ad incuriosirti, allora non arriverai MAI a considerare il libro.

Quante volte vediamo un libro, la copertina non ci piace e poi ci dicono che la storia è stupenda e va letto? Tante volte, no? Amici che ci consigliano libri, siti che parlano di libri, pubblicità, recensioni.

E’ vero che un libro non va giudicato dalla copertina, che bisogna sempre avvicinarsi ad un libro senza pregiudizi anche se la copertina è brutta, ma è anche vero che, senza una bella copertina, non si considera molto un libro. Alla fine è la stessa cosa che ci accade con le persone. Ci avviciniamo a qualcuno che, nei suoi modi di fare, nei suoi comportamenti, nei suoi atteggiamenti, ci attrae. Poi scopriamo che è ‘tutto fumo e niente arrosto’, però l’esterno della persona ci ha portati ad avvicinarci a lui. Lo stesso ragionamento si applica a tutto, compresi i libri. Per noi una copertina è brutta, per qualcun’altro è bella e viceversa.

Riassumendo.

Il cambio di titoli ci può stare. Il cambio di copertine ci può stare. Cosa non ci può stare è che non si realizzi qualcosa di davvero accattivante, di davvero attraente. Non si può realizzare qualcosa che non spinga o incentivi a leggere chi non legge. Certo, se uno non legge non è colpa delle copertine o dei titoli o delle trame ma, per chi è un lettore occasionale, potrebbe darli chance per leggere di più.

Credo che le case editrici dovrebbero impegnarsi su più fronti. Sul fronte ‘promozione dei libri’, collaborando di più con i social network e con i blogger. Esistono siti americani dove puoi richiedere in anteprima un libro molto prima della pubblicazione per poterlo recensire. Questa è pubblicità. Magari questo argomento lo trattiamo un’altra volta. Secondo fronte su cui dovrebbero impegnarsi è la grafica per realizzare copertine in grado di attirarti anche a un chilometro di distanza. Poi, se la trama ti piacerà o meno, è un conto, ma rimane sempre il fatto che sono stati in grado di creare curiosità in te.

L’editoria credo abbia molta strada davanti a sé e, sicuramente, dovranno migliorare il fronte social network, ma questo argomento lo affronteremo un’altra volta.

Buona serata, gente! Ciao

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