Libri

“Le cronache di Magnus Bane” di @cassieclare

Autore: Cassandra Clare, Maureen Johnson e Sarah Rees BrennanLe_Cronache_di_Magnus_Bane

Genere: Fantasy, Young Adult

Casa Editrice: Mondadori

Disponibile in cartaceo o 10 ebook. Uno per novella

Trama:

Chi è davvero Magnus Bane? È forse l’individuo misterioso che s’insinua nelle trame della Rivoluzione francese, o lo strampalato europeo che crea scompiglio in un remoto Perù dell’epoca coloniale, o il venditore di alcolici che sfida il proibizionismo nella Manhattan degli anni Venti? E se invece fosse soltanto un giovane alla moda, sempre pronto a scendere in pista nelle discoteche più elettrizzanti nella New York degli anni Settanta? Cassandra Clare ci accompagna attraverso luoghi ed epoche affascinanti alla scoperta dei retroscena più avvincenti del passato di Magnus Bane, eclettico e inafferrabile personaggio che ha vissuto mille vite in una, tutte legate da un filo rosso: la perenne lotta tra la forza dell’amore e quella del destino, a cui nessuno può opporsi, neppure il Sommo Stregone degli Shadowhunters. Con il racconto inedito “La segreteria telefonica di Magnus Blade”

VOTO: 3 su 5

Letto in occasione della lettura corale #CronacheBaneCR , organizzate da me, Chiaraleggetroppo e Cri.

10 storie su Magnus Bane. Precedentemente pubblicate singolarmente in formato eBook, e poi pubblicate in formato cartaceo. Appena uscito il cartaceo, mi sono fiondata a comprarlo perchè io sono una fan di Magnus Bane. Magnus mi ha colpito per la sua singolarità, la sua simpatia, la sua bravura e il suo lato serio. E’ un personaggio complesso e particolare. Lo vediamo poco, ma è pluricentenario e ne ha fatte di cotte e di crude. Questo libro aveva l’obiettivo di darci l’opportunità di conoscerlo meglio e devo dire che in parte ci è riuscito.

La lettura è come andare sulle montagne russe. Con molti alti e altrettanti bassi. Quando ho iniziato a leggerlo, mi sono entusiasmata subito perchè nella prima storia ho rivisto il Magnus che conoscevo. Ambientata in Perù, vediamo le prodezze di Magnus insieme al suo amico verde, Ragnor Fell, e alla sua amica Catarina Loss. E’ una serie di episodi accaduti in Perù in diversi anni e sono particolarmente esilaranti. Vediamo Magnus alle prese con la musica, con l’amore per un peruviano e con il commercio di Guano.

Appena letta questa, ho pensato ‘Io amerò questo libro’. Mai pensare una cosa del genere. MAI.

Arriva la seconda, la terza, la quarta e la quinta e il mondo diventa sempre più blu. Storie che non hanno né capo né coda. Per carità, coinvolgono Magnus e la seconda è ancora simpatica, ma non sono così convincenti. Infatti, non mi ricordo nemmeno di cosa parlino. Non mi hanno lasciato nulla, se non che gli Shadowhunters si danno da fare. Nel 1857 Edmund Herondale perde i marchi. Nel 1903 è già nonno dell’adolescente James Herondale. Il tutto in 46 anni. Quel dettaglio mi ha abbastanza confuso. Però è una storia, quindi non rimuginiamoci troppo.

La quinta non era poi così male, ripensandoci. La cosa particolare di questa storia è che è ambientata durante il tracollo finanziario americano del 1929. E’ una cosa molto particolare e che mi è piaciuta ma, come per le altre novelle precedenti, mi sono piaciute solo nelle pagine finali ed è una cosa brutta. In 50 pagine, solo nelle ultime 10 pagine ho trovato il bello della storia e la delusione era enorme quando vedevo che era terminata.

Quando ho iniziato a leggere la sesta storia si è aperto un mondo nuovo. Da lì il libro è diventato fantastico. La sesta riguarda Raphael Santiago, il vampiro amico di Magnus. Devo dire che questa è stata una delle mie novelle preferite. In questa si vede il Magnus che conosciamo noi. Un Magnus deciso, dolce, disponibile, amico e pronto ad aiutare. La madre di Rapheal ingaggia Magnus per ritrovare suo figlio, rapito da un vampiro e portati all’Hotel Dumort. E’ quello che succede dopo che Magnus trova Raphael che mi è piaciuto. Mi è piaciuto Raphael e il suo obiettivo di rimanere normale per non perdere sua madre e per non farle capire di essere diventato un vampiro. Ho adorato Magnus per il suo impegno con Raphael e per la sua dolcezza nei confronti della signora Santiago. Una parte che ho amato di questa storia tra Magnus e la madre di Raphael:

“- Lo prenda – insistette lei – Lo prenda. Se l’è guadagnato. Ne meriterebbe anche di più. Me l’ha riportato, il mio primogenito, il più dolce dei miei figli, il cuore del mio cuore il mio ragazzo coraggioso. Lei l’ha salvato.

Magnus disse invece a Guadalupe tutto ciò che un angelo, tanto tempo prima, in un posto molto lontano da lì, avrebbe potuto dire alla sua famiglia e alla sua giovane anima impaurita e tremante. Ma allora non era successo.

– No, Guadalupe – mormorò – Non sono stato io. Lei conosce Raphael meglio di chiunque altro l’abbia mai conosciuto o potrà mai conoscerlo. Lei l’ha fatto, gli ha insegnato a essere tutto ciò che è, e lo legge come un libro aperto. Lei sa quanto sia forte il suo ragazzo. Sa quanto le voglia bene. Se è convinta che io le abbia dato qualcosa, in cambio si fidi di me. Insegni una cosa importante a tutti i suoi figli più piccoli. E non le ho mai detto cosa più vera di questa. Ci creda fino in fondo. Raphael si è salvato da solo.”

Non è un passaggio di grande importanza, ma denota la sincerità di Magnus, la sua grande sensibilità e la sua sofferenza per quello che è accaduto a lui. Lui, stregone, abbandonato dalla madre e patrigno per la sua vera natura. Con la sua stravaganza, il suo lato simpatico e la sua facciata da superficiale, sotto c’è un anima che soffre e un’anima molto fragile. E’ questo che amo di Magnus e sempre amerò.

La settima, non della stessa profondità della sesta, ma di rilevanza per quanto riguarda la storia e un po’ del rapporto tra Magnus e Camille, capo del clan dei vampiri di New York.

L’ottava è molto dolce. Magnus che si impegna a trovare un regalo per il diciottesimo compleanno di Alec. Magnus che chiama Catarina e Ragnor per consultarsi e loro che non rispondono. E poi arriva Isabelle Lightwood che arriva in aiuto di Magnus. E’ un lato di Isabelle che non vediamo molto spesso nei libri della saga, ma che qui ci sta a pennello.

La nona. Questa non ho capito perchè l’hanno messa qui. Io l’avrei messa come ottava perchè, se sono in ordine cronologico, questa ha una posizione sbagliatissima. Ritorniamo indietro nel tempo ai tempi del Circolo di Valentine. Si, lui. Il cattivo dei cattivo o il pirla dei pirla, dipende dai punti di vista. Nonostante la posizione sbagliata, la storia è scritta bene e ci dà modo di conoscere meglio quello che è successo ai tempi del Circolo. La cosa più importante è che ci fa sapere come e quando Jocelyn Fairchild va da Magnus per chiedergli di renderla cieca dal mondo degli Shadowhunters, perchè cambia il cognome e il significato del nuovo cognome. Questa mi è piaciuta per il segno di maturità di Magnus. Nonostante l’ignoranza e la crudeltà di Valentine, Magnus decide di aiutare Clary perchè lei è una bambina e non può pagarla perchè ha un padre idiota.

La decima e ultima. Il primo appuntamento di Magnus e Alec. Non dico altro, se non che mi è piaciuta molto.

L’extra del cartaceo sono pagine che contengono messaggi della segreteria di Magnus quando lui e Alec si sono lasciati nel quinto libro.

Facciamo un riassunto. Allora 10 storie, di cui 5 le ho adorate, due carine e le altre 3 le avrei tolte. Quelle tre le avrei tolte per dare più spazio alle altre o le avrei sostituite con altri avvenimenti. Per esempio, si dice che Magnus ha avuto una storia con Camille e che lui ne è rimasto scottato, ma noi non ne veniamo a conoscenza. Perchè? Mi metti la storia con il suonatore di charango e non mi quella con Camille? Non è giusto! Magnus ha sofferto per quella e voglio sapere cosa è successo! Cosa è successo? Per questo dico che alcune storie si potevano evitare e dare più spazio alle altre o raccontare altri avvenimenti. Questo mi è dispiaciuto molto perchè pensavo ci mettesse in condizioni di conoscere meglio Magnus sotto gli aspetti più rilevanti della sua vita, invece ce ne propone solo alcuni. L’ordine, come detto precedentemente, non è perfettamente cronologico perchè mi metti il diciottesimo compleanno di Alec e poi mi parli del Circolo di Valentine. Prima il Circolo e poi Alec. Lo sanno tutti. Questo ordine non è nemmeno imputabile alla Mondadori perchè l’autrice ha dato questo ordine alle storie, loro si sono limitati a metterli insieme.

Nel complesso è una raccolta di racconti carina, ma non eccezionale. Mi è sembrato di rileggere la serie Shadowhunter. Parte bene, declina alla terza e, per la sesta, si riprende. E’ proprio come andare sulle montagne russe e io non ci sono mai stata, ma è proprio così. La cosa positiva è che, quando pensi che questo libro peggiorerà soltanto, si riprende un pochino. L’extra non lo capisco. Pensavo fosse una storiellina su Magnus e Alec dopo la super battaglia con Sebastian o una cosa così, invece è la segreteria di Magnus. Carina come idea, ma mi aspettavo qualcosa di meglio.

Se pensate di leggerlo, leggetelo, ma non vi aspettate di leggere storie stupende. Leggetelo perchè ne vale la pena sapere di Rapahel, del suonatore di charango, di Alec e dell’Hotel Dumort, ma quelle in mezzo sono storie messe lì per riempire.

Mi auguro di non avervelo demolito. Leggetelo. Lo consiglio vivamente, ma non pensate che sarà un capolavoro, tutto qui.

Buona giornata a tutti e ci si vede!

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Letto per il punto 12 – Un libro di racconti

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