Pensieri di una lettrice/blogger

Pensieri di una lettrice/blogger #2

Questo post non è un’accusa a nessuno.
Non è mirato a offendere nessuno.
E’ la mia opinione personale che può essere condivisa come no.
Il mondo è bello perché è vario e ognuno pensa con il proprio cervello.

Quasi quasi da oggi lo scriverò all’inizio di ogni recensione.
Le recensioni qui, come su tutti i siti, sono OPINIONI personali di chi le scrive. Possono essere condivise o meno da chiunque le legga. Io stessa ho letto una recensione, ma non condividevo quello che c’era scritto. Capita. Il mondo è bello perché è vario, giusto?

Perché scrivo questo post? Il perché è semplice.
Molte volte capita che una persona scriva una recensione o un suo pensiero pubblicamente e venga attaccata.
A volte si ha ragione ad attaccare, specialmente quando si legge che una ragazza viene violentata perché ‘vestiva in modo provocante’. No, non è una giustificazione per quello che la ragazza ha subito. Tu che lo dici meriteresti delle badilate ben assestate in faccia. Una ragazza, quella ragazza, ha il diritto di vestirsi come le pare e piace. Tu non ti devi azzardare a dire una cosa del genere perché se qualcuno l’avesse detto di una tua parente, ti sarebbe partito l’embolo come parte a me quando leggo queste cose.
Altre volte si attacca perché una persona non la pensa come noi, viene messa all’angolo e le viene urlato contro. Ha un’opinione diversa dalla vostra, è vero, ma non è che bisogna mettere alla gogna per ciò. Il mondo è bello perché è vario.
Quello che non tollero, è quello di cui parlo, è questo attaccare senza pensare o senza chiedere perché vengano dette tali cose. E’ questa necessità di demolire chi la pensa diversamente come noi. Arrivare anche ad offendere pur di far capire all’altra persona che quello che dice è completamente sbagliato per i propri standard.
‘Quello che stai dicendo non mi piace? E io ti offendo’. Con i social network ci si sente forti e pronti ad attaccare. Sembra quasi che, appena viene letto o detto qualcosa che non piace, ci sia l’attivazione del pulsante ‘risposta sgarbata’.
Esiste o no la libertà di parola e di espressione? Si, esiste, solo che sembra destinata a pochi.
Ricordo che fino a poco tempo fa, si diceva ‘Je suis Charlie’. Lo si diceva in onore di chi era morto a Parigi per le vignette satiriche, ma era per difendere la LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E DI STAMPA. Abbiamo passato giorni a condannare chi aveva ucciso quelle persone perché, come tutti, avevano il diritto di esprimersi.
Ora, perché impedire alla gente di esprimere la propria opinione, anche se non corrisponde al 100% alla nostra? Perché? Io non so dare una risposta a questa domande perché, per me, chiunque può esprimere la propria opinione e non offendo o attacco nessuno. Se un’opinione non mi piace, esprimo il mio disappunto, esprimo il mio pensiero e, se alla fine siamo ancora su due pensieri paralleli, amen. Il tutto con garbo e civiltà. Il mondo è bello perché è vario.

Ho un’opinione su un libro diversa dalla vostra? Non mi è piaciuto e voi lo avete amato? Capita. Ognuno ha il proprio cervello con cui pensare. Ognuno legge e interpreta le cose come vuole. Tutto è soggettivo.
E’ questo che si dimentica. Tutto è soggettivo.
Viviamo in un mondo dove pian piano ci si sta uniformando a quello che c’è. Vai a comprare un cellulare e trovi o iPhone o simili. Vai a comprare un paio di jeans e trovi solo jeans aderenti o con taglie da modelle. Vai a comprare un libro e sono tutti sulla falsa riga dell’ultimo successo editoriale. Ascolti la radio e quasi tutte le canzoni sono uguali. E’ raro trovare qualcosa che stoni, che non si adegui alla massa. In pochi vogliono prendere l’azzardo e fare qualcosa di diverso. Io, per esempio, quando mi sono iscritta all’università, sentivo dire da tutti ‘io mi iscrivo a design’ o ‘io mi iscrivo a economia’. Io stavo per iscrivermi a economia ma, quando ho visto ‘storia del calcolo’ ho pensato ‘si salvi chi può!’. Beh, non è che sia andata a studiare qualcosa di meglio, ma ho scelto di studiare Ottica e Optometria. Qualcosa che nessuno conosce, ma tutti abbiamo gli occhiali. Era qualcosa di diverso, non a caso eravamo in 80 in aula il primo giorno. Il secondo anno meno della metà. Quello che voglio dire è che ci si omologa molto. Non ditemi che non è vero. In quanti sentivano tanta gente che studiava scienze della comunicazione o tutti compravano le stesse scarpe scarpe delle Nike o le Timberland. Certo, non è che i negozi ci impongano molta scelta se continuano tutti a seguire l’unica cosa che ha successo. Però non è che se è diverso è sbagliato.
Se è diverso non è sbagliato. Il mondo è bello perché è vario. Tutto è soggettivo.
Ricordatevi questo quando leggete o vedete qualcosa che non è conforme al vostro pensiero. Provate ad argomentare il perché non siete d’accordo in maniera civile, senza insultare o attaccare. Chiunque abbia scritto quel pensiero, non stava attaccando voi personalmente, stava facendo una riflessione. Vi permetto di attaccare con i badili chi dice che, se una ragazza viene violentata, è per come vestiva o per come camminava o per come parlava o muoveva la mano. Lì lo potete fare virtualmente, non nella realtà. Avete il mio pieno appoggio.
Quello che voglio dire è di ascoltare chi ha detto ciò. Chiedetegli il perché. Esprimete anche il vostro disappunto, ma in modo civile perché con gli insulti, passate per il carnefice. E’ quello che volete fare? Passare per il carnefice? Non credo. Va bene farsi rispettare, ma nessuno vi sta attaccando.
‘Non fate agli altri quello che non volete sia fatto a voi’. Questo è vero. Se qualcuno lo fa a voi, non è che saltate dalla gioia, giusto?

Detto questo, le frasi chiave sono;

– Il mondo è bello perché è vario;
– Tutto è soggettivo;
– Se è diverso, non è sbagliato;
– Non fate agli altri quello che non volete sia fatto a voi.

Ricordo ‘Je suis Charlie’. Difendevamo la libertà di espressione, di parola e di stampa in quei giorni. Finiti quei giorni è finito il periodo in cui la si difende? Gli eserciti smettono di proteggere le proprie nazioni perché la guerra è finita? No, continuano il loro lavoro. Difendiamola e lasciamo alla gente la libertà di esprimersi anche perché non è ancora un reato esprimere la propria opinione, giusto?

Dopo questo delirio, vi lascio.
Se avete qualcosa da ridire, ditelo con civiltà perché non ho accusato nessuno di voi e non ce l’ho con nessuno di voi. Per ora ce l’ho con la biro che si è rotta e basta. Anche perché farsi il sangue amaro non è salutare, ricordatevelo.

Ciao ciao!

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2 thoughts on “Pensieri di una lettrice/blogger #2”

  1. Non so chi sei, sono capitata sul tuo blog per caso, ma ti stimo un sacco, tanto che ti costruirei una statua di diamante per ciò che hai scritto!
    Sono una blogger e sono stata offesa pesantemente per aver scritto una recensione negativa, in cui elencavo nel dettaglio ciò che non mi piaceva (quindi non la classica “Mi fa schifo perché sì”), su una trilogia che reputo essere molto mediocre.

    Liked by 1 persona

    1. O mamma grazie per le tue parole!! A me non è mai capitato, però conosco gente a cui è capitato. Per me è demenziale non accettare che una persona possa avere gusti diversi. Come loro esprimono la loro opinione, è tuo diritto e di chiunque altro esprimerla anche se non coincide. Ieri leggevo una recensione su un libro che ho letto. Condividevo che non era un capolavoro, non condividevo i toni usato, ma non ho scritto un commento insultando chi l’ha scritta. Ognuno si esprime come vuole e ha la propria opinione. Ormai c’è così tanta gente che la pensa uguale che, chi la pensa diversamente, viene linciato.
      Di che trilogia parlavi tanto da attirare le ire di tutti? 🙂

      Mi piace

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