Pensieri di una lettrice/blogger

Pensieri di una lettrice

E’ un post di riflessione e non un post di accusa. 

Detto questo, quando leggerete, non sentitevi presi in causa. Sono solo considerazioni che mi passano per la testa.

Mi è capitato di discutere con il mio gruppo di lettura (si, voi donne) di imitazioni. 

Come sappiamo, da quando è uscita la trilogia ’50 sfumature di grigio’, sono usciti libri che riprendevano la storia. Era la moda del momento. Tutte le case editrici erano alla ricerca di libri uguali per vendere. Facevano bene. Cavalcavano l’onda del successo di quel romanzo. Peccato che non sempre i lettori apprezzano che tutti i libri abbiano lo stesso argomento e abbiano poca scelta. Se l’autore è bravo nel riproporre lo stesso argomento, ma con qualche sostanziale differenza, allora sarà fortunato e al lettore piacerà la sua storia. Onestamente, dopo aver letto le ’50 sfumature’, di cui ho apprezzato solo il secondo e terzo libro, per me era finita e andavo alla ricerca di libri diversi, ma mi capitavano solo libri con storie simili. 

L’esempio che vi ho fatto prima è uno dei tanti che esistono. Basti pensare che quando è uscito ‘Twilight’, in libreria c’erano solo vampiri. Solo maghi all’epoca ‘Harry Potter’ e solo gente che combatte per la sopravvivenza per ‘Hunger Games’. 

Il fatto è che veniva imitato l’argomento. 

La discussione che abbiamo avuto era principalmente su autori che prendono le storie di altri autori e cambiano qualche dettaglio della storia originaria. Nell’esempio che ho fatto prima, alcuni libri imitavano l’argomento, quelli a cui mi riferisco, imitano proprio la storia. 

Tempo fa era uscita la notizia di una ghost writer che aveva copiato libri di autori americani e poi avevano pubblicato il libro. Lei era una ghost writer che ha prestato il proprio lavoro ad una persona, la quale poi ha pubblicato il libro con il proprio nome. A mio parere è ancora peggio! Perché colei che ha dato il suo nome ha fatto un doppio errore. Si è affidata ad una ghost writer e ha pubblicato un libro copiato da altri libri. Facevi prima a non pubblicare, no?

Quello che mi domando è: ma pensano di aggirare così i lettori? Pensano davvero che un lettore non capisce che hanno copiato? Io mi sentirei sottovalutata dall’autrice stessa perché pensa di potermi fregare con poco. E’ quello che mi domando. Acconsento che una persona si ispiri ad un’altra storia per scrivere un libro. Basti pensare al primo esempio che vi ho fatto, quello delle ’50 sfumature’. Quante autrici hanno ripreso l’argomento? Tante, ma nessuna ha riutilizzato la storia intera, cambiando i nomi o la città. 

Non si può prendere una storia, cambiare nomi o situazioni e pensare che, chi ha letto il libro originario, non faccia due più due. Due più due fa sempre quattro e la matematica non è un’opinione. 

Non si può cambiare nomi ai personaggi, alla città in cui è ambientata la storia, ma lasciare la storia com’è e pretendere che i lettori non si accorgano di nulla.

Io parlo da lettrice, ma proviamo a pensare agli autori di libri che vengono copiati. 

Gli autori originali passano mesi a scrivere, rileggere, riscrivere, rileggere. Si pongono dubbi su come scrivere una scena e se un argomento è trattato bene per evitare scandali. Pensano ai loro lettori abituali e ai nuovi futuri lettori per tutta la stesura per non commettere errori di ogni sorta. Lavorano tutto il tempo che possono per poter dare un buon prodotto, se non ottimo, ai loro lettori perché ci tengono a loro. Magari sono persone che si auto-pubblicano e che riescono avere successo. Il successo può essere poco, ma per loro è tanto. Poi arriva qualcuno, legge la storia, vede che con questa storia sta avendo successo e pensa di riscriverla, cambiando qualche dettaglio per renderla sua. Di suo ha poco. Non ha le sette camicie sudate per terminare il libro in tempo. Non ha il tempo rubato alla famiglia per poter scrivere il libro. Non ha i dubbi su scene o argomenti trattati perché, se scomodi, vengono eliminati. Non ha le critiche ricevute perché, se copi, sai cosa cambiare per evitare le critiche, giusto? Però sono orgogliosi del loro lavoro. Sarebbero capaci di vantarsi con amici se riescono ad avere più successo dell’autore originario. Buon per voi, io mi sentirei un verme.

Voi direte ‘ma tu hai un sito che parla di libri, perché dici ciò quando esistono tantissimi siti che recensiscono libri? Anche tu stai copiando’. Sto copiando l’idea di avere un sito di recensioni, ma io non copio recensioni spacciandole per mie. Io quello che scrivo, come questo post, è opera del mio cervello. Non spaccio recensioni non mie per mie. Mai fatto e mai lo farò. Potrò condividere una recensione, dirvi che sono d’accordo con cosa dice e aggiungendoci qualcosa di mio, ma non metterò mai il mio nome su qualcosa che non è mio. Ripeto, mi sentirei un verme. Le rubriche che ho sono mie. Se non sono mie, vi dico di chi sono. Bisogna ‘dare a Cesare ciò che è di Cesare’.

Come vi sentireste se qualcuno andasse in giro a dire che quello che dice o fa è opera sua quando non è vero? Vi sentireste male, giusto? Allora perché lo fate agli altri? Perché fate agli altri ciò che non volete sia fatto a voi? E’ questa la domanda. 

Io penso a quegli autori che è capitato e mi dispiace per il loro lavoro che ha perso importanza per qualcuno che l’ha copiato e rivenduto qualcosa che non era suo.

Penso ai lettori che vengono fregati da autori che plagiano (si, signori, è plagio) altri autori per poter avere successo. Sarà per avere successo o perché non vogliono fare fatica? Io non lo so e non vorrei nemmeno saperlo.

Mi viene in mente che, magari, questi copiatori potrebbero poi accanirsi contro chi ha copiato l’idea del loro libro. Scusate ma, lì mi parte l’embolo e ti direi ‘come osi arrabbiarti quando hai fatto di peggio? Un conto è copiare l’idea, un conto è copiare l’intero libro, cambiando i nomi’.

Concedo che venga copiata l’idea. Non concedo che venga copiata l’intera storia.

Sono una lettrice, ma sono un essere umano a cui non piacciono queste cose.

Come detto all’inizio, non è un post di accusa, ma di riflessione. O, almeno, la mia riflessione personale.

Se non vi è piaciuta, mi dispiace. Se non abbiamo la stessa idea, ehi, il mondo è bello perché è vario. Se la pensassimo tutto alla stessa maniera, che noia, no?

Ora mi ritiro.

Ciao!

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