Libri

‘Trentatré’ di Mirya ( @Mirya_76 )

10441115_595356530590852_2380400655167778829_nAutore: Mirya

Genere: Fantasy, Libri Rosa Autopubblicato

Disponibile SOLO in formato eBook su Amazon

Di cosa parla: 

Trentatré sono i giorni che Dio Si impegna a trascorrere sulla terra, senza i Suoi poteri, prima che Suo Figlio acconsenta ad aiutarLo nell’Apocalisse; ma scopre subito che l’umanità è un abito scomodo da indossare. Trentatré sono i giorni di cui Grace dispone per persuadere quel vecchio pazzo convinto di essere Dio che l’universo non deve finire; ma c’è un asino dagli occhi azzurri a complicarle la vita e a lei non resta che cercare di trasformarlo in un unicorno rosa. Trentatré sono i giorni in cui Michele deve affrontare i suoi demoni, per liberarsi del marchio di Caino e imparare di nuovo ad avere fiducia; ma c’è una rossa intenzionata a combattere contro di lui che invece forse potrebbe combattere al suo fianco. Trentatré sono i giorni necessari a cambiare per sempre le vite del vecchio Giò, di Amir, di Juliette e di tutti coloro che ruotano attorno allo stesso locale, quel locale che in fondo può assomigliare ad una casa, come loro in fondo possono assomigliare ad una famiglia. Perché la fortuna non è positiva né negativa, le cose migliori accadono per caso e il mondo è pieno di incastri.

Prima di iniziare a parlarne, bisogna dare della avvertenze.

CHI NON LO DEVE LEGGERE:

Parlando di Dio, è VIVAMENTE SCONSIGLIATO a chi pensa che la verità su Dio è detta dalla Chiesa. Ve lo dico perchè così almeno non  passerete il tempo a farvi il sangue amaro ed eviterete di mandare minacce a Mirya. E’ un’opera di fantasia, ma so che, nonostante lo sappiate, passerete il tempo a minacciarla. Risparmiate i soldi e non compratelo. E’ un consiglio.   Iniziamo a farci seri. C’è da piangere? Si. Alla fine piangerete. Ho trattenuto le lacrime a stento, anche perchè avrei dovuto spiegare a mezza famiglia perché piangevo e anche perché il cane avrebbe iniziato a leccarmi la faccia impedendomi di terminare il libro. E’ la storia di Grace che, visto il suo passato, vede sempre il lato buono delle cose. E’ cresciuta così. Gliel’ha insegnato sua madre prima di morire. Ma ora è cresciuta e, per far si che i suoi romanzi crescano, deve cresce anche lei e vedere che il mondo non è fatto solo di unicorni rosa, ma ci sono anche asini. Così inizia a lavorare al Fortuna, il locale gestito da Michele. Michele, con un passato segnato da violenza fisica e psicologica da parte della madre, è il proprietario del Fortuna. Per un incontro nel suo passato, ha perso la fiducia nelle persone, anzi, nelle rosse. “Le rosse non tornano mai”. Questo è il motto di Michele, ma Grace gli farà cambiare idea. Grace e Michele sono legati in qualche modo, non solo grazie a Dio o D, come poi imparerete a chiamare. D si è Dio. E’ sceso sulla terra grazie a un patto con Gesù. Gesù vuole fare vedere a D che la famosa Apocalisse, quella dei Maya del 21 dicembre 2012, è inutile. In trentatré giorni, D dovrà decidere se vale la pena scatenare l’Apocalisse, ricostruire il mondo e mantenere il patto con i Maya o lasciare il mondo com’è. Come andrà a finire? Leggete il libro. Perché mi è piaciuto? E’ un libro pieno di incastri. Il mondo è pieno di incastri. La vita si basa sugli incastri. In questa storia, l’incastro è Grace. Grazie a lei tutti cambiano. Da Michele al Vecchio Giò, da Juliette a Consuelo, da D a chiunque incontri Grace. E’ questo il particolare che mi fa innamorare di un libro. Vedere come i personaggi sono in grado di crescere, migliorare, maturare. Vedere le loro metamorfosi da bacchi a farfalle, da fiocco di neve a pupazzo di neve (circa). Mi sono innamorata di questo libro per la sua profondità e perché ti dice di non arrenderti mai. Ti insegna a lasciarti andare che le cose belle arrivano(lezione per Michele). A non chiuderti in te stesso, a non dubitare di tutti e di non mettere muri o maschere tra te e gli altri (lezione per Michele e il Vecchio Giò). Ad essere più sinceri e a non mentire (lezione per il Vecchio Giò e Juliette). Insegna che, nel mondo, ci sono unicorni rosa, ci sono asini e ci sono unicorni grigi che possono diventare rosa (lezione per Grace). Insegna che, anche se ti tolgono qualcosa di prezioso, come la possibilità di diventare madre per Grace, non devi farti abbattere totalmente. Forse è anche perché a lei è successo quando era bambina, in un periodo dove non pensi a diventare madre. Grace ha imparato a vedere il buono in tutto, forse questo ti frega, ma non si è fatta abbattere. Il mondo non è bianco o nero. Il mondo è pieno di sfaccettature, sta a te vederle. Forse sto delirando o sto andando fuori rotta, ma è quello che mi ha trasmesso questo libro. Ho percepito la forza straordinaria di Grace e la sua capacità di trasmettere pace e allegria a tutti. Il fatto di vedere sempre il buono in tutto e in tutti, di non credere che una persona non sia in grado di fare così del male (vedi la madre di Michele e Juliette o Afta. Ora ho capito perché Mirya lo ha chiamato così. Sei un genio.), di fidarsi del proprio istinto e delle persone. E’ quello che è Grace. Leggendo com’è Grace, mi sono rivista. Anche io sono così, anzi ero così. Purtroppo, ho incontrato troppi asini o capre svizzere e ho smesso di vedere unicorni rosa. O questi unicorni si sono estinti perché, come spiega D, il loro incastro non era possibile a causa del corno e si incornavano a vicenda. Non lo so, onestamente. Ho pianto? No perché, come detto all’inizio, mi sarei ritrovata con il cane che leccava la faccia e non avrei potuto terminare il libro. Mi sono commossa. Mi sono morsa il labbro, quello si. L’ho morso per la commozione della fine ma, soprattutto, per trattenere il sorriso più grande del mondo. Si, è una fine triste, ma è anche la più bella conclusione possibile per una storia come questa. Anche adesso che scrivo, non sto piangendo e non ho gli occhi pieni di lacrime, sto sorridendo perché avverto ancora il senso di pace, di completezza, di serenità che mi ha trasmesso questa storia. Poiché anche se la storia finisce in modo triste (avrei voluto chiedere un rimborso a Mirya e che riscrivesse il finale), è il finale perfetto. Anche se è triste, è bello e bisogna essere sempre felici delle cose belle, anche se arrivano da cose tristi. Meglio che tagli corto. Anzi l’ultima cosa. Merita di essere letto anche solo per le scene che riguardano D. I suoi monologhi, le sue spiegazioni, lui che impara a camminare, ad usare il bagno. La scena più bella rimane quando D si ubriaca. Da non perdere assolutamente. Anche i discorsi di Consuelo, la governante/tata/cameriera/seconda madre di Grace, e Juliette. In quei discorsi, non so perché, ci vedevo molto Mirya. E rendiamo omaggio a patato per la sua consulenza sui dinosauri e per la sua partecipazione involontaria al libro. Lui è Giò Giò. Il figlio di 5 anni di Juliette ed esperto di dinosauri e amante di Peppa Pig (purtroppo). Lui e i suoi euro sono stati fantastici. Ecco il mio regalo per te   Terminiamo che è meglio. Il mio voto? Come detto su Goodreads, 5 stelle sono poche. Il mio voto è il numero di fiocchi di neve che è caduto nell’anno che ha nevicato di più. Quindi, questo     E qui potete trovare il cast ipotetico per il film ipotetico di ‘Trentatré’ https://airalsbookss.wordpress.com/2014/12/19/castingmybook-trentatre-di-mirya_76/

Annunci

2 thoughts on “‘Trentatré’ di Mirya ( @Mirya_76 )”

    1. Grazie a te di aver scritto libri stupendi e di renderci partecipi del tuo talento. Sin dall’inizio, si capisce che è un libro stupendo e pieno di significato. Comunque, io voglio chiedere al Vecchio Giò della mela XD

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...